Coltivare il domani con la semina combinata: meno passaggi, più resa e rispetto per il terreno

Coltivare il domani con la semina combinata: meno passaggi, più resa e rispetto per il terreno
minus-sm 25 novembre 2025

La tecnica della semina combinata svolta contemporaneamente alla lavorazione del terreno assume particolare importanza in certe condizioni di terreno e di clima, oltre che per certe colture. Utilizzabile sia con seminatrici a righe sia di precisione, può essere applicata per seminare con lavorazione ridotta del terreno oppure come semina su sodo. In entrambi i casi le seminatrici possono essere meccaniche o pneumatiche e accoppiate, o meno, a distributori di concimi e prodotti fitosanitari.

Concentrandoci sulla semina combinata propriamente detta, ha i suoi sostenitori perché consente diversi vantaggi, garantendo allo stesso tempo una nascita uniforme delle colture.

Il primo vantaggio evidente è il risparmio di tempo. Oggi le stagioni sono sempre più imprevedibili e trovare la finestra giusta per seminare non è semplice: spesso piove troppo o troppo poco, e i giorni utili sono pochi. Con la semina combinata, in una sola passata in campo si riesce a fare tutto, sfruttando al massimo le giornate buone senza rischiare di ritardare la coltura.

Oltre al tempo, si risparmia anche carburante e si riducono i costi di lavorazione. Meno passaggi sul terreno, infatti, significano meno gasolio consumato e meno ore di trattore. A questo si aggiunge un beneficio importante: meno passaggi vogliono dire anche meno compattamento del terreno, un problema che può ridurre la capacità delle radici di svilupparsi e limitare la circolazione dell’acqua. Un terreno meno compattato resta, quindi, più fertile e più facile da lavorare negli anni successivi.

La semina combinata porta grandi benefici anche dal punto di vista agronomico. I semi vengono interrati in modo preciso e uniforme, con la giusta profondità e un buon contatto con il terreno, fattori che favoriscono una germinazione rapida e omogenea. Inoltre, nel caso di contemporanea distribuzione di concime, quest’ultimo può essere distribuito vicino al seme, così la piantina lo trova subito a disposizione nei primi stadi di crescita. Questo aiuta la coltura a partire con più energia, soprattutto nei terreni meno fertili o in situazioni climatiche difficili.

Un altro aspetto da non trascurare riguarda la sostenibilità ambientale. Usando la semina combinata si riduce, infatti, il numero di passaggi con i mezzi agricoli, e quindi si riducono le emissioni in atmosfera. Anche la concimazione è più efficiente: i fertilizzanti, essendo localizzati vicino al seme, vengono sfruttati meglio e si disperdono meno nell’ambiente, con meno rischi di inquinamento delle falde o dei corsi d’acqua.

Molti modelli di seminatrici combinate moderne, infine, grazie alla tecnologia Isobus si integrano anche con i sistemi di agricoltura di precisione, permettendo di variare la quantità di seme o di concime in base alle caratteristiche del terreno. Così si riducono gli sprechi e si ottimizza la resa, adattando l’intervento alle reali necessità della coltura.

Naturalmente, la semina combinata richiede un determinato investimento iniziale per l’acquisto della macchina. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il costo si ripaga rapidamente grazie al risparmio di carburante, tempo e manodopera, oltre all’aumento della produttività dovuto a una partenza più uniforme della coltura. Per questo motivo, sempre più aziende agricole scelgono di adottare questa tecnica, vedendola come una scelta strategica per il futuro.

In conclusione, la semina combinata non è solo un modo più veloce di seminare, ma una sorta di rivoluzione nel modo di lavorare i campi. Porta vantaggi economici, agronomici e ambientali, risponde alle esigenze delle aziende moderne e si adatta bene anche alle sfide del clima che cambia. È una soluzione, insomma, che guarda avanti, unendo innovazione, praticità e rispetto per la terra.

E un costruttore attento come Maschio Gaspardo ha ovviamente in gamma dei modelli di seminatrici combinate, l’ultimo dei quali è stato presentato ad Agritechnica nel 2023.

Si tratta di OPERA 300, versione da 3 m e 24 file che si è aggiunto alla già presente Opera 600.  OPERA 300 è una seminatrice combinata compatta, progettata per la semina di cereali su terreni collinari e appezzamenti contenuti e pensata per trattori con potenze tra i 120 e 180 CV.

Dotata di una tramoggia da 3.000 l (frutto della collaborazione con il SID, Scuola Italiana di Design), è ideale per aziende agricole e contoterzisti che cercano agilità e praticità senza rinunciare a risultati eccellenti. Combinando due lavorazioni in un unico passaggio (preparazione del letto di semina e semina), OPERA 300 assicura un’efficienza superiore in campo, riducendo i tempi operativi, i consumi e il calpestio del terreno, per un’agricoltura più sostenibile e produttiva, e che permette di gestire con maggiore disinvoltura le svolte a fine campo quando si lavora in zone collinari.

L’ampia capacità della tramoggia consente una notevole autonomia anche quando le elevate velocità di lavoro richieste dalla dischiera a due ranghi fanno coprire ettari in breve tempo. L’accoppiamento al trattore è di tipo trainato tramite l’attacco a due punti che facilita sia i trasferimenti stradali sia le svolte a fine campo.

In prima linea troviamo un rango di ruote gommate (optional) rompe gli aggregati più grandi prima dell’intervento della dischiera. Quest’ultima è costituita da due ranghi di dischi da 460 mm, ampiamente spaziati tra loro, per garantire un buon flusso di materiale anche in presenza di una discreta quantità di residuo colturale. La particolare inclinazione e concavità dei dischi riduce l’accumulo di terra al loro interno anche quando si opera su terreni umidi.

Le ruote di trasporto di grande diametro e a larga sezione (rispettivamente 800 e 420 mm) posizionate in maniera sfalsata, contribuiscono a riconsolidare il letto di semina in modo uniforme permettendo un efficiente trasferimento di umidità dal terreno lavorato al seme.

La barra di semina è composta da 24 elementi di semina con interfila 12,5 cm. La pressione a terra di quest’ultimi è regolata idraulicamente e può arrivare fino a 110 kg. La profondità di semina è regolata tramite un sistema idraulico e mantenuta costante grazie ai ruotini premiseme. Quest’ultimi, oltre a premere il terreno addosso ai semi appena deposti, fungono da punto di riferimento per assicurare che la profondità di semina sia costante in tutto il campo.

Infine, l’ultima sezione è rappresentata dall’erpice copriseme che assicura la corretta copertura favorendo l’uniformità di germinazione. La conoscenza e l’esperienza MASCHIO GASPARDO si fondono con un’attenta selezione della componentistica per la creazione di una macchina performante, che consente di effettuare più operazioni assieme. Tra i vantaggi che ne derivano, un minor calpestio del suolo, l’ottimizzazione degli input produttivi e una riduzione dei consumi di carburante.